5) Gioberti. L'esistenza come problema ontologico.
Esaminando il significato della parola esistenza, Gioberti giunge
a definirla come una sostanza che la contiene parzialmente Ci
pu essere espresso nella formula l'Ente crea l'esistente.
V. Gioberti, Introduzione allo studio della filosofia, tomo
secondo, capitolo quarto.

 Si avverta ancora che la particella ex indica nel senso proprio e
materiale un moto dal di dentro al di fuori, come la particella in
esprime un moto contrario, ovvero quella insidenza e quella
quiete, che  l'effetto di un conato operante dal di fuori al di
dentro; il che chiaro apparisce, se la voce exsistere si
ragguaglia colla voce insistere. Metaforicamente poi, la
particella ex d ad intendere l'azione, per cui la causa produce
l'effetto; onde la voce esistere nel significato originalmente
metaforico, che per noi  divenuto proprio, mette innanzi allo
spirito l'assioma di causalit, nello stesso modo che le voci
latine subsistere, substare e il nostro sussistere rappresentano
quello di sostanza.
Raccogliendo insieme tutti questi concetti indicati dalla voce
esistenza, ed espressi quando essa si adopera con propriet
maggiore, possiam dire che l'esistenza  la realt propria di una
sostanza attuale, prodotta da una sostanza distinta, che la
contiene potenzialmente, in quanto  atta a produrla. Onde sguita
che l'idea di esistenza non pu star da s, o si riferisce
necessariamente ad un'altra, verso la quale ha la stessa attinenza
che l'effetto verso la sua cagione. Ora questa idea madre non pu
essere, se non quella dell'Ente.
[...].
La vera formola ideale suprema base di tutto lo scibile, della
quale andavamo in traccia, pu dunque essere enunciata nei
seguenti termini: l' Ente crea le esistenze. In questa
proposizione l'Idea  espressa dalla nozione di Ente creante, la
quale inchiude i concetti di esistenza e di creazione; onde tali
due concetti appartengono indirettamente all'Idea, e agli elementi
integrali della formola, che l'esprime. L'Idea dell'Ente  il
principio e il centro organico della formola; quella di creazione
ne  la condizione organica: i tre concetti riuniti insieme
formano l'organismo ideale. Senza l'idea di creazione, verrebbe
meno il nesso fra gli altri due concetti, e gli estremi della
formola insieme si confonderebbero, come avvenne presso i popoli e
i filosofi Gentili, che smarrita quella nozione rilevantissima,
perturbarono pi o meno tutto l'ordine delle verit razionali.
Come il soggetto della formola ideale, (l' Ente), contiene
implicitamente il giudizio: l' Ente , cos il predicato, (creante
le esistenze), contiene un altro giudizio: le esistenze sono
nell'Ente. Imperocch, siccome col predicato si afferma
esplicitamente che le esistenze sono dall'Ente, come da Causa
prima, ci si dichiara altres per modo implicito che le esistenze
sono nell'Ente, come in Sostanza prima e assoluta. Ma se le
esistenze sono nell'Ente, come in Sostanza prima, perch effetti
della Causa prima, elle sono in s, e dipendono da s, come
sostanze e cause seconde, subordinatamente alla Sostanza e alla
Causa prima e creatrice. La confusione della Sostanza e della
Causa prima colle sostanze e colle cause seconde, diede origine
all'emanatismo, al panteismo, e a tutti gli altri sistemi
eterodossi, che ne provengono.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, l97l, volume
ventesimo, pagine 266-267.
